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Il mio primo congresso nazionale! |
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Eventi Nazionali
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Elisa Toriello racconta la sua esperienza all'evento organizzato in Calabria
Lamezia Terme è stato il mio primo vero evento nazionale e dire che ne sto ancora respirando l'aria non è un'esagerazione.
Ciò che ha rappresentato il congresso nazionale in termini di formazione è stato egregiamente esposto da chi direttamente ha voluto e concretamente ha attuato il progetto (vedi l'articolo: “Da Hiroshima all'Italia per insegnare la pace”, ndr).
Sento il bisogno di far sentire, invece, che cosa significhi vivere un congresso JCI: sentirsi a casa propria tra persone mai incrociate e luoghi mai calpestati. Appena arrivata alla stazione ho incontrato il primo sorriso: Serena di nome e di fatto! Con la sua macchina azzurra e "sfortunata" ha portato me e Maria all'hotel. Sembravo una bambina davanti ad una montagna di gelato.
Tanti lustri, ma anche tanta semplicità e cortesia facevano da sfondo al "comitato d'accoglienza", la responsabile del Congresso, gli organizzatori e il presidente del Lom Lamezia, tutti giovanissimi soci Jci impegnatissimi alla ricerca della perfetta riuscita dell'evento.
Poiché ero stata reclutata quale traduttrice ufficiale (nonostante con l'inganno! ) di Kentaro (Vice-presidente mondiale), ero davvero ansiosa, non solo di farne la conoscenza, quanto soprattutto di riuscire a non fare una magra figura con il mio inglese!
La sera del suo arrivo l'ho studiato per bene. I giapponesi sono un popolo straordinario, mettono nei loro manga tutta quell'ironia che li caratterizza nel quotidiano. Hanno sempre un sorriso da donarti, guardano il mondo con quella vispa curiosità capace di creare empatia nell'immediato, oltrepassando quel rigore d'etichetta che invece investe noi europei! Io e Kentaro, due nazionalità diverse e soprattutto una diversa preparazione linguistica, dopo soli 2 bicchieri di vino calabrese ci capivamo alla perfezione! Il venerdì mattina con l'arrivo di altri giapponesi i timori mi hanno assalito nuovamente. Ma dopo aver conosciuto Kitakimi e Obinata ho capito che Kentaro non era un'eccezione, ma che gli occhi a mandorla sono catalizzatori di allegria!
Ma i miei ricordi non si fermano a loro, ho vissuto sensazioni grandiose dall'happy night, dove ho mangiato più di quanto si possa mangiare ad un pranzo di Natale, fino alla Speaking competition con la successiva premiazione del Toyp, dove ho scoperto una capacità di improvvisazione a me ignota!
I giorni sono volati, ma sono stati anche farciti dallo spirito Junior, che non è facile da trasmettere o da spiegare. Le ore di sonno pochissime, gli impegni davvero tanti, ma soprattutto la solidarietà e la disponibilità dei soci del Lom ospitante ci hanno reso tutto davvero piacevole.
Alla cena di gala il registro era sicuramente più formale. Durante la mia prima cena mi son trovata non solo a sfilare accanto ai “mostri sacri” della JCI come delegata del mio Lom, ma ho dovuto tradurre Kentaro davanti a tutta la sala! In poche parole mi sono ritrovata dinnanzi a situazioni che normalmente avrei postergato ricercando una preparazione a garanzia di successo. Poi ho capito che essere una Socia JCI significa proprio questo. Non aspettare la migliore condizione o preparazione per affrontare le sfide che ci vengono proposte o che obbligatoriamente ci ritroviamo ad affrontare. Esser parte della JCI significa dare il meglio di noi, allargando i nostri limiti e spingendo sulle nostre potenzialità proprio nel momento in cui la prova deve essere affrontata, poiché è ciò che ci viene richiesto in quel preciso momento. L'attimo dopo potrebbe non essere più il nostro. Quindi sono tornata nella mia meravigliosa Salerno con un carico di doni (culinari!) gentilmente offerti dal Lom, ma soprattutto con una carica esplosiva fomentata dalla convinzione che ero riuscita a fare più di ciò che credevo possibile. E' stata un'occasione di confronto, di svago, di crescita.
E' stato un evento che porto nel cuore accanto a quegli occhi a mandorla, quei sorrisi calabresi, e quelle chiacchierate sulla spiaggia davanti al tartufo più buono che abbai mai mangiato... Grazie di tutto.
Pronta per una nuova partenza... Varese sto arrivando! Perché viaggiare apre nuovi orizzonti. Farlo con la JCI significa garanzia di scegliere gli orizzonti migliori. Be better!!!
Elisa Toriello
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