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(Piccolo riassunto della puntata precedente) Il “Formatore Amico” ricompare dopo alcuni anni di silenzio alla vigilia della Cena degli Auguri del Lom per scambiare due chiacchiere con il “nuovo Presidente”, suo vecchio amico. Davanti ad un bicchiere di succo di frutta e qualche salatino i due iniziano una riflessione sulla valenza che la formazione ha in Junior Chamber e su quali benefici, al di là della crescita del singolo, tale attività può rappresentare per i Lom italiani. Ad un tratto l’attenzione del “nuovo Presidente di Lom” si desta!
Nota: 2- Continua
«Se ho capito bene – riepilogò il nuovo Presidente di Lom – la formazione può avere una duplice valenza. Da un lato mira ad un cambiamento di conoscenze o di comportamenti nei soggetti che vi partecipano attivamente come discepoli. La responsabilità di conseguire questo obiettivo è sostanzialmente del formatore, agendo correttamente in aula, sulla base delle indicazioni fornite dal committente». «Giusto! – assentì il Formatore Amico con malcelata soddisfazione –. E dall’altro lato … ».
«Dall’altro – proseguì il Presidente – può essere considerata una arma strategica per lo sviluppo dell’organizzazione in quanto permette di agire sulle leve di Marketing, Management, Retention e Fund Raising. Conseguire questi obiettivi è invece compito della dirigenza del Lom, che deve svolgere un progetto di formazione articolato e professionale.
Il progetto di formazione è una soluzione specifica e razionale
ad un bisogno della struttura
Il tutto sembra fin troppo facile!».
«Sotto alcuni punti di vista lo è – annuì il Formatore Amico, sgranocchiando una arachide –. La richiesta di formazione in Italia è notevole e la qualità della nostra formazione è senz’altro all’altezza. Il prodotto, quindi, è appetibile: se non lo riusciamo a “vendere” è spesso dovuto ad una nostra carenza nella fase della pianificazione e della promozione. Prendi nota …».
Per pianificare bene la formazione è necessario conoscere in primo luogo quali sono i bisogni dei “potenziali acquirenti”. Questi possono essere i soci del Lom, ma non solo: è possibile cercare di sviluppare delle partnership con strutture, quali le associazioni professionali o quelle non profit, che abbiano particolari bisogni formativi. Una volta scoperto un bisogno è più facile proporre un prodotto che interessi realmente.
«Mi sembra di sentire il mio assicuratore – fece con tono dubbioso il Presidente, sollevando gli occhi dall’agenda –». «Non ti stupire – riprese la parola l’altro –. In effetti possiamo dire che la prima fase della pianificazione è paragonabile a quella che qualsiasi responsabile commerciale dovrebbe fare. Ovvero capire di cosa ha bisogno l’acquirente. Infatti un venditore difficilmente riuscirà a collocare il prodotto “forzando” il cliente all’acquisto; sarà molto più semplice se riuscirà a capire ciò di cui il compratore ha realmente bisogno e cercherà di soddisfare questi bisogni con gli strumenti a sua disposizione. Allo stesso modo organizzare alla cieca un corso “alla moda” non è sempre una garanzia di successo per un Lom. Conoscere quali sono le richieste del mercato ».
«Ti faccio un semplice esempio – continuò il Formatore Amico – La dirigenza del tuo Lom ha delle necessità formative differenti dal semplice socio. Gli officers devono migliorare le proprie capacità di gestione manageriale, di leadership, di pubbliche relazioni e di comunicazione motivazionale in pubblico nonché capire che tipi di comportamento sono loro richiesti. I soci devono, invece, capire in primo luogo “dove si trovano”, quali opportunità vengono loro offerte in Junior Chamber e quali comportamenti sono richiesti. Se esporti questo modello anche sul territorio, avrai numerose e differenti richieste formative da soddisfare».
(2. CONTINUA)
Massimo Orlando |